Pro Loco di Pulsano

Un sogno chiamato Florida | Proiezione del 1 agosto 2019

Un sogno chiamato Florida (Usa, 2017), di Sean Baker

Titolo originale: The Florida Project

Con Willem Dafoe, Brian Vinaite, Brooklyn Prince

Genere: Commedia

Durata: 111 minuti

 

Non credo che al mondo ci sia una sfida maggiore che cercare di risolvere i problemi delle nostre città”: ci credeva davvero quel sognatore di Walt Disney quando usò queste parole per descrivere i suoi complessi urbani, le varie Disneyland che sarebbero sorte in più punti del mondo. Non dei semplici parchi di divertimento, insomma, ma delle autentiche “città modello”, impeccabili sia nell’area ambientale che in quella del tempo libero. A indagare la realtà dei fatti ci ha pensato poi Sean Baker, regista indipendente con una predilezione per le storie di forte carattere umano. Viaggiando lungo la Irlo Bronson Memorial Highway (meglio nota come US Highway 192), ovvero l’arteria stradale che porta direttamente a Walt Disney World, presso Orlando, in Florida, Baker ha infatti notato come i vari hotel che sorgono ai margini del complesso siano diventati negli anni il ricettacolo di una più varia umanità. Pensati per accogliere i turisti, oggi ospitano chi ha perso il lavoro e non ha la possibilità di pagare un deposito per vivere in un appartamento. Letteralmente gente che non ha posto nel mondo disneyano, ma che si accontenta di assaporarne da lontano l’illusoria perfezione, lasciando crescere i propri figli in un mix di miseria e meraviglia. Così è nato questo racconto filmico a cavallo tra realtà e finzione, che osserva un gruppo di inquilini del Magic Castel Hotel, tra bimbi che cercano di vivere la loro propensione al gioco nonostante tutto, e adulti forse ancora troppo bambini per comprendere davvero il dramma di una vita ai margini. A tenerli a bada c’è Bobby (uno straordinario Willem Dafoe), il manager dell’hotel che cerca di prestare aiuto e allo stesso tempo fornire delle regole che portino ordine nella gioiosa confusione del posto. Già perché Un sogno chiamato Florida rifiuta ogni pietismo, affonda le mani nel piacere del ritrovarsi di un’umanità quantomai sincera, ne comprende i drammi, ma ne mostra soprattutto le speranze, gli scontri e l’inesauribile voglia di vivere. Il racconto particolare diventa così universale, la perfezione disneyana (che non vedremo mai nel film) è relegata sullo sfondo, e il pubblico è chiamato a partecipare del miracolo dell’autenticità, che pulsa straordinaria anche e soprattutto ai margini dell’impero.

Davide Di Giorgio