Pro Loco di Pulsano

Professore per caso

di Guido Gentile

Fuck you, prof! [77989]La letteratura cinematografica contempla una lunga tradizione di pellicole ambientate nel mondo della scuola, da I 400 colpi (il folgorante esordio di François Truffaut) a Breakfast club (autentico cult generazionale), passando per L’attimo fuggente (il più citato) a La classe – Entre les murs (Palma d’oro al Festival di Cannes nel 2008) l’elenco è corposo e trasversale (perché il tema si presta particolarmente bene, e non solo nel cinema anglosassone). Infatti, anche i cineasti italiani hanno dato il loro contributo alla causa, tra i tanti titoli: La scuola, Io speravo che me la cavo, Ovosodo, Mary per sempre, Notte prima degli esami 1 e 2. Ora è la volta del tedesco Fuck you, prof! (in originale Fack ju Göhte), campione d’incassi in patria (oltre sessanta milioni di euro) ed un seguito immediato (sempre con lo stesso regista – Bora Dagtekin – e gli stessi protagonisti). Dimenticate, però, precedenti illustri o “seriosi”, in questo caso trattasi di commedia, per giunta dal taglio irriverente (in particolare nella prima parte).

fuck you prof1 [77998]L’incipit è di genere (carcerario) – Zeki Müller (Elyas M’Barek), un delinquente di mezza tacca, viene assunto per sbaglio in una scuola come supplente – lo sviluppo narrativo la sua diretta conseguenza. Da una circostanza del tutto inverosimile (Zeki viene assunto senza alcuna referenza professionale), scaturiscono, necessariamente, situazioni grottesche ai limiti dell’assurdo. Se si trattasse di una produzione italiana partirebbero le filippiche “pseudo politiche” sulla riforma scolastica e la situazione dell’istruzione in genere. Fortunatamente, il film è tedesco (e la polemica può attendere). Bora Dagtekin (autore anche della sceneggiatura) lascia a casa l’impegno e delinea una pellicola molto semplice nella sua storyline (il classico romanzo di formazione in tre atti), briosa ed irriverente nei toni. Il film è tutto giocato su una comicità fortemente demenziale, a tratti anche sopra le righe con dialoghi di facile impatto, specie per il pubblico dei giovanissimi (se un film non c’è in dvd vuol dire che fa…). Il risultato è un pò discontinuo, perché ad una prima parte “distruttiva” segue una seconda più “calma” e convenzionale dai tratti romantici. Ma il film, pur nella sua prevedibilità, diverte e funziona, anche per merito di un cast azzeccato ed un’estetica dichiaratamente pop (soundtrack accattivante e fotografia dai colori saturi e sgargianti). Esame superato, seppur senza lode.