Pro Loco di Pulsano

Il diritto alla diversità nel capolavoro di Tim Burton – Giovedì 20 luglio

Miss Peregrine: La casa dei ragazzi speciali (Usa, 2016), di Tim Burton
Titolo originale: Miss Peregrine’s Home for Peculiar Children
Con Eva Green, Asa Butterfield, Samuel L. Jackson
Genere: Fantastico
Durata: 127 minuti

locandina miss peregrineArrivato al suo diciottesimo lungometraggio cinematografico, Tim Burton non ha perso il gusto di visualizzare mondi incredibili, abitati da ragazzi speciali e malinconici: non poteva quindi che essere lui a introdurci “Nel mondo fantastico”, con questo adattamento del romanzo di Ransom Riggs, primo di una serie che potrebbe pertanto generare in futuro ulteriori pellicole. Stavolta l’alter ego del regista è Jake, un adolescente che insegue i racconti del nonno defunto per raggiungere la casa di miss Peregrine, abitata da ragazzi dai poteri inquietanti e fantastici, ma con tutte le problematiche della giovane età: il desiderio di farsi accettare, quello di trovare la comunità che li accolga, in un ambiente che è un po’ famiglia e un po’ scuola. Un gruppo eterogeneo, ma a suo modo unico, che deve lottare per la sopravvivenza contro gli spettrali Vacui, esseri scheletrici e malvagi che vogliono divorare i loro occhi.

Come si può notare, in Burton la cifra fiabesca non fa mai venir meno la fascinazione per un retrogusto macabro e decadente, in grado di mantenere vivo il piacere creativo per un fantasy a tinte horror. Allo stesso tempo, emerge una problematicità esistenziale tipica di chi continua a difendere il diritto alla diversità, a mantenere la propria identità in un mondo che altrimenti spinge all’omologazione. In questo modo, il piacere per l’avventura fantastica e per la vena creativa che snocciola creature e poteri incredibili, si accompagna a un linguaggio più universale e capace di parlare al cuore del pubblico, restando ben ancorato nella realtà. Il cast in cui svettano Eva Green e Samuel L. Jackson, conferma allo stesso modo la predilezione per interpreti riconoscibili, ma sensibili e aperti alle sfide dell’imprevedibile.