Pro Loco di Pulsano

Torre Castelluccia e Insediamento Protostorico

Torre Castelluccia_smallTorre Castelluccio fu costruito come torre di vedetta costiera e dopo fu adibita a “torre dei cavallari” del Principe. Nel 1590 fu ucciso il capo dei cavallari, Pasquale Conte dai cacciatori di frodo.

Nel Catasto ONCIARIO così si legge:…Possiede, il mio Signore, Dio ne abbia Gloria, un comprensorio di territorio Boscoso, atto per uso della caccia della capacità di circa CENTO tomoli la quale lo mio signore ne fa uso di divertimento.

La torre dista 22 km da Taranto e a 6 Km da Pulsano, il territorio circostante ha preso il nome dalla “torre” con la prima intestazione a nome di “Donato Tedesco” (1579).

Vi furono molte controversie per il possessore di detta torre, fra le molte citiamo le più importanti:

1) Istrum. Del 1585 (30 Dic) a favore di Don Tedesco
2) Controversia dell’08-10-1591 tra Donato Tedesco e il Barone di Pulsano Geronimo Personè
3) Processo del 5-3-1605 con Francesco Ant. Morrone
4) Anno 1640 assegnazione a Giulio Ces. Sicolo
5) Corte di Pulsano: anno 1712 omicidio di persona di D’Oronzio Caloiro

(Fonte: Intorno alla Terra di Pulsano – Andrea De Marco)

Attualmente la zona è stata abbandonatala e appartiene al Demanio dello Stato-ramo Marina. La Pro Loco di Pulsano ha fatto richiesta per custodirla e costituire un museo.

Si trova su un promontorio che domina la bellissima spiaggia di Lido Silvana. La torre detta “Saracena”, fa parte di un complesso di difesa realizzato nel 1500 articolato in 14 torri dislocate sulla costa orientale, è rimasta una delle poche torri ancora intatte. Vicino alla torre sono stati ritrovati resti di un villaggio di pescatori dell’età del Bronzo finale (XI-X secolo a.C.) con mura difensive sul promontorio, dove sono stati ritrovati resti di ambienti a pianta rettangolare. L’intera superficie dell’altopiano vicino, è di circa 6400 mq. e sono presenti tracce sul versante est, mentre sugli altri versanti sono stati trovati resti di lastricati.

torre castelluccia_cartello2_smallNel sito è presente un insediamento protostorico con uno dei due costoni a picco sul mare. Lo scavo condotto da C. Drago dal 1948 al 1952 mise in luce un villaggio che “…si presenta formato di strade e di piccoli agglomerati di capanne, costruite con materiale leggero e deperibile, tutte di forma rettangolare e su per giù della medesima grandezza, con i muretti di fondazione ottenuti a lastroni o con grosse pietre irregolari informi. Solo alcune di esse appaiono molto più larghe e più lunghe delle altre (in media sono di m. 10)…
…Le capanne di Torre Castelluccia appaiono delimitate, alla base, da muretti che oggi raggiungono l’altezza di appena 50 cm. sui quali — originariamente certo più alti dovettero essere incastrati i grossi tronchi dell’armatura di sostegno, ben tamponati da rami e sterpi e ricoperti da uno spesso strato di intonaco argilloso, forse misto a carbone, atto a difendere l’interno dal la pioggia e dall’umidità…
…I pavimenti che si presentano avvallati e qualche volta in buona parte disfatti, appaiono ottenuti quasi tutti con uno strato di argilla cenerognola battuta; solo alcuni sono formati da lastre di pietra…
…Una sola capanna accennava, alla lontana, ad una forma circolare; fuori di essa, sopra uno strato di battuto concotto, si notarono alcune pietre informi accostate, che avevano subito l’azione del fuoco, piccoli mucchi di cenere indurita e al di sopra moltissimi frammenti d’intonaco, alcuni dei quali così amalgamati tra di loro da apparire come un uniforme ammasso di argilla giallognola.” Testo tratto da C. DRAGO, Lo scavo di Torre Castelluccia (Pulsano), in Bullettino di Paletnologia Italiana, N. S. VIII, 1953, pp. 157-158.

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