Pro Loco di Pulsano

La Settimana Santa

Venerabile Confraternita del Purgatorio

Settimana Santa a PulsanoLa Venerabile Confraternita del Purgatorio di Pulsano, fondata sotto il titolo della SS. ma Vergine Maria del Monte Carmelo fu fondata nel mese di Marzo del 1687 da alcuni proprietari terrieri e 29 novizi confratelli, seguiti da Don Domenico Isaja, primo Padre Spirituale della Confraternita che al tempo rivestiva l’incarico di economo curato del capitolo parrocchiale pulsanese. Il sodalizio sembra che avesse già delle attività precedenti alla data di fondazione ufficiale, in quanto in una visita pastorale Mons. Pignatelli annota, visitando la Chiesa Matrice, un altare dedicato al SS. mo Crocifisso “in custodia alla Confraternita del Purgatorio” questa visita risale però al 1685 due anni prima della data riportata sullo statuto di fondazione. E benché la chiesa Matrice possedesse un altare a questo dedicato, è doveroso specificare che in quei tempi l’altare fungeva da “sede” del Sodalizio, caratteristica ancora in uso oggi, possiamo tranquillamente affermare che un gruppo di confratelli operasse già prima del 1685, e che possedendo un altare per la devozione al SS. mo Crocifisso, questi abbiano potuto introdurre i Riti della Settimana Santa qualche anno prima della visita pastorale del 1685, probabilmente utilizzando solo il Crocifisso per la Processione del Venerdì Santo. Nel corso degli anni i riti si sono articolati e modificati, oggi esistono diverse iniziative collaterali chiamate “Esercizi spirituali” in preparazione della Settimana Santa o meglio, come i confratelli spesso definiscono “Settimana Maggiore”. Ci si avvicina a questi eventi in punta di piedi già dalla prima domenica di Quaresima, e per tutte e cinque le domeniche, i Confratelli del Carmine curano il pio esercizio della Via Crucis in Chiesa Madre prima della S. Messa vespertina, procedendo lentamente con un incedere tipico chiamato “Nazzicata” (“Dondolare, muoversi lentamente” dal dialetto salentino), questo incedere tipico e singola caratterizza tutte le funzioni quaresimali e della Settimana Santa. I confratelli processionalmente percorrono il perimetro della Chiesa Madre seguiti dal Sacerdote e dalla Croce dei Misteri, così chiamata in quanto ha affissi tutti i simboli e segni che ricordano la passione di N.S., ad ogni stazione viene cantato un verso della Via Crucis del Metastasio musicata con melodie ereditate della tradizione popolare.

Nella prima domenica di quaresima la Confraternita partecipa al ritiro spirituale di tutte le confraternite della Diocesi di Taranto organizzato dal coordinamento diocesano delle Confraternite.

Il venerdì di passione, giorno dedicato alla meditazione dei dolori di Maria, i confratelli e le consorelle insieme al popolo fedele si riunisce nell’oratorio della Venerabile Confraternita, per la meditazione dei Sette dolori di Maria. In questa funzione i confratelli non indossano l’abito di rito.

 

I Riti della Settimana Santa

Nella domenica delle Palme i Confratelli partecipano, insieme a tutti i gruppi parrocchiali, in abito di rito, alla processione per la Benedizione dei ramoscelli d’ulivo, entrando in Chiesa processionalmente in ricordo dell’ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme e alla seguente Messa.

Nel pomeriggio viene convocata l’assemblea generale straordinaria per l’assegnazione, mediante offerte libere, dei simboli e simulacri della processione del Venerdì Santo e delle poste del Giovedì Santo.

Il Lunedì Santo, la Confraternita cura la meditazione delle ultime sette parole di Cristo in Croce al termine della Messa Vespertina, la funzione si svolge con i Confratelli che processionalmente percorrono il perimetro della Chiesa a luci soffuse, seguiti dal Crocifisso illuminato dai fanali, terminate le meditazioni i Confratelli, le Consorelle e i fedeli processionalmente baciano la Croce quale atto di venerazione al mezzo per il quale Gesù ci ha donato la salvezza. Durante questa toccante funzione, vengono eseguiti i canti della tradizione popolare in parte musicati dal Maestro pulsanese Stefanelli, che musicò per organo diversi canti popolari come: “al Crocifisso” opera donata e custodita negli archivi della Confraternita.

Il Mercoledì Santo c’è il tradizionale ritiro spirituale di Pasqua, è solitamente il Padre predicatore del Venerdì Santo che tiene il ritiro in Confraternita, inizialmente destinato ai soli Confratelli e Consorelle, ma negli ultimi anni si è deciso di aprire la partecipazione a tutti, con grande riscontro di partecipazione di fedeli e soprattutto di giovani, attirati dal fascino dei riti della Settimana Santa, che la Confraternita si impegna a coglie come occasione propizia per avvicinarli sempre più al Sodalizio e di riverbero a Cristo.

Il Giovedì Santo, come ogni Confraternita del Carmine, “le poste” (coppie di confratelli, in questa occasione chiamati più frequentemente “perdune” dal dialetto locale “perdono”) si recano scalzi ed in coppia, con i segni del pellegrino (bordone e cappello sul capo) in pellegrinaggio agli altari della reposizione per adorare Gesù Eucarestia fino alla chiusura della Chiesa, per riprendere poi nelle prime ore del mattino del Venerdì Santo fino a mezzogiorno. Questa funzione antichissima in precedenza prevedeva la sosta e l’adorazione in ogni chiesa, anche rupestre. Le attuali norme prevedono l’esposizione del SS. mo Sacramento solo nelle Chiese Parrocchiali. Singolare è il cerimonioso saluto di questo giorno che i Confratelli effettuano all’arrivo d’innanzi al SS. mo Sacramento e quando incontrano una coppia di Confratelli di ritorno dall’adorazione denominato “Salamlek” dall’arabo “Pace a te fratello”; la posta si genuflette tre volte battendosi il petto e portando il cordone a simulare una frustata sulla spalla sinistra, l’altra coppia di risposta inchina il capo senza genuflettersi e salutano dicendo “Siano Lodati Gesù e Maria” e gli altri rispondono “oggi e sempre siano lodati”. La funzione finisce con l’arrivo nella chiesetta della Madonna del Carmine dell’ultima posta denominata “Serra Chiesa” in quanto terminato quest’ultimo pellegrinaggio la chiesetta viene chiusa quindi “Serrata”. Per poi riaprirsi nelle prime ore del mattino del giorno seguente per la ripresa del pellegrinaggio.

Il Venerdì Santo i Sacri riti della Settimana Santa raggiungono il culmine con la solenne processione degli augusti Misteri della morte di Nostro Signore. I Confratelli si radunano in Chiesa Madre per la liturgia della Passione del Signore, subito dopo raggiungono l’oratorio della Confraternita per la processione dei sacri Misteri. La Processione ha inizio alle ore 16,30 con l’uscita dei “Simboli” composti: Troccola (onomatopea che riproduce il suono di questo strumento), usato in sostituzione del campanello processionale, fondamentale ad ogni processione, costituito da un pezzo rettangolare di legno lungo circa un metro con sei battenti in metallo (tre per lato). Quando il Confratello che sorregge questo strumento, in tale occasione chiamato “Troccolante”, agita lo strumento, annuncia a tutti che il corteo deve proseguire. Di fatto “regola” l’andatura del corteo, altro appellativo della troccola è appunto “Registro o Tabella”. Per il suo importante ruolo, questa figura prende disposizioni esclusive dal solo Priore della Confraternita. Segue il “Gonfalone”, una bandiera dallo stile medievale alta circa tre metri comune e in uso dalla maggior parte delle confraternite, con l’immagine, in questo caso della Vergine del Carmine Patrona e Protettrice della Confraternita su sfondo di stoffa nera, per manifestare il lutto in quanto nelle occasioni di feste la stessa bandiera ha il fondo bianco dello stesso colore delle mozzette dei Confratelli e del Manto della Madonna. L’ultimo simbolo è la “Croce dei Misteri” una croce in legno con su affissi svariati simboli legati alla Passione del Signore (La corona di spine, i tre chiodi, il martello, la lancia, la scala, la canna con la spugna, un gallo, il calice, i dadi, una tunica, ecc…) guardando questa particolare Croce si ripercorre l’intera passione e morte del Signore solo guardando i simboli affissi. Terminata l’uscita dei “tre simboli”, inizia quella dei simulacri. Il Primo è “Cristo all’Orto” che ricorda il primo momento della Passione, in cui Gesù prega il padre in preda all’angoscia. Questa scena rappresentata ci viene descritta dall’Evangelista Luca, che racconta quando Cristo si ritirò in preghiera nell’Orto del Getsemani e dal suo volto grondarono gocce di sangue per l’angoscia, e in quel momento “gli appare un angelo del Signore a confortarlo” e questa statua viene appunto rappresentata con un cristo orante in tunica rossa, genuflesso su una roccia con un angelo alle sue spalle che regge un calice, mentre come sfondo vengono posti dei rami di ulivo freschi. Il secondo simulacro è “Cristo alla Colonna” in cui Gesù ci viene rappresentato legato ad una colonna postagli d’avanti e con il dorso flagellato. La terza statua prende il nome dalle parole del governatore romano pronunciate quando Gesù viene presentato alla folla “Ecce Homo”. Nella quarta rappresentazione “Gesù Cadente” viene rappresentata una delle tre cadute di Cristo lungo la via che porta al Calvario. La quinta statua è “il Crocifisso” momento cruciale della Passione di Cristo, segue “La Sacra Sindone” una croce nuda con un sudario bianco poggiato sulle braccia, ricorda il momento in cui Cristo fu calato giù dalla croce con un lenzuolo comprato da Giuseppe di Arimatea. Segue la venerata immagine lignea di Cristo Morto adagiata su una semplice bara con una coltre in velluto nero e un velo trasparente sul corpo, questa statua in processione viene scortata da quattro cavalieri (quattro fedeli della comunità, particolarmente distintisi durante l’anno) e dai carabinieri in alta uniforme. Chiude il corteo la venerata immagine di Maria SS. ma Addolorata, questa immagine è scortata da quattro consorelle e dagli agenti della Polizia Municipale di Pulsano. Tutte le statue sono portate a spalla da otto Confratelli, quattro vestiti in abito scuro e quattro in abito di rito.

Le prime quattro statue attualmente in uso sono chiamate “Le nuove” in quanto le vecchie furono vendute alla vicina Leporano nei primi anni del 1800 e con il provento delle vendite e le offerte dei confratelli furono realizzate le nuove in un convento di Ostuni da Giuseppe Greco, noto ebanista della scuola napoletana del legno. Queste sono in legno policromo (cioè il colore è ottenuto con vari strati sovrapposti) e i vari pezzi sono tra loro assemblati, tutti posseggono gli occhi in cristallo che danno notevole espressività al volto, solo le tuniche sono realizzate in cartapesta. A differenza della statua di Cristo Morto, questa opera di eccezionale bellezza è stata scolpita ottenuta da un unico blocco di legno scolpito dal Maestro Giuseppe Pagano in data imprecisa ma sicuramente prima del 1799, anno in cui in un verbale si legge la delibera dell’assemblea di realizzare una nicchia sotto l’altare per conservare questa opera.

Il Sabato Santo tutti i Confratelli e le Consorelle partecipano alla Veglia di Resurrezione, ultimo atto dei sacri riti della Settimana Santa.

Oggi la Venerabile Confraternita del Purgatorio, durante l’anno liturgico è impegnata soprattutto a promuovere il culto pubblico verso la Vergine SS. ma madre di N.S. particolarmente sotto il titolo del Carmine e indurre alla meditazione sulla passione, morte e resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo. Oltre che soccorrere spiritualmente e materialmente gli iscritti al sodalizio e i fedeli bisognosi della nostra comunità.